BRIGHETTI – CASSANELLI


Titolo: All you can eat
site specific (2017)
corn, food colouring, fire

Brighetti/Cassanelli sottolineano l’utilizzo del medium mais tinto con coloranti alimentari, introdotto ed impugnato nella prima edizione del format RAID, Museo per piccioni. riconcettualizzandolo per la seconda edizione , Sfornare Mondi, la cui linea guida semantica è l’Alimentazione. Al cereale vengono associati 5 colori, ognuno dei quali rappresentante un continente. Il duo organizza un forno rudimentale alimentato a fuoco vivo, per trasformare i semi in pop corn. Se da un lato il fuoco rappresenta il rito dell’Alimentazione riportando l’umanità allo stesso livello, dall’altro il pop corn si fa carico dell’approccio estetico e giocoso a quest’ultima, il più deleterio e fuorviante. Le diverse quantità di pop corn sfornato si strutturano quindi come un grafico scultoreo della quantità di cibo che ogni continente consuma, offrendo una visione drammatica quanto realistica della disparità di approvvigionamento dei popoli, cardine semantico cui il titolo allude.


RAID[/fusion_text][/fusion_builder_column][/fusion_builder_row][/fusion_builder_container][fusion_builder_container hundred_percent=

Titolo: 2007
site specific (2017)
pigeon guano, 200 kg of corn, food colouring

mt 25 x 5 x 1

All’interno dell’operazione RAID – Museo per piccioni, il duo Brighetti-Cassanelli realizza l’opera site-specific 2007.
Il piccione è “padrone” improprio e fruitore inconsapevole dell’intero progetto. Gli artisti intendono sublimarlo a medium vivente, un coautore nella realizzazione di un’opera che prevede nel proprio apparato semiotico l’immissione della dimensione tempo.  Il duo riorganizza in una forma geometrica piana, il rettangolo, il guano del volatile contenuto in una sala. La materia prodotta si è stratificata a cominciare dal 2007, annus horribilis in cui la struttura chiude i battenti: questo scarto è al contempo memoria cronologica della caduta dell’attività e metafora di ciò che resta di un compartimento d’eccellenza dell’industria italiana, vittima delle politiche di mercato globali. Gli artisti riversano all’interno della figura piana un cono di mais di due quintali, dopo averlo tinto con colorante alimentare verde ottanio. Il piccione, animale stanziale, tramuta qui idealmente in pennello. Le feci future, la materia da produrre, coloreranno quindi le spoglie di calcestruzzo ed i detriti meccanici, un simbolo di rinascita, un auspicio di futuro roseo, o, nella fattispecie, verde. Dai diamanti non nasce niente, dalla merda nascono i fiori.

2017-04-18T08:31:45+00:00